IMO

A) Considerazioni TaV… naturalmente tutto molto IMO

Grazie agli arcieri della 08 Rupe ed a Roberto Novelli posso dire ora di averle provate tutte: dai primi prototipi con rampa di lancio in legno, a cestelli con elastici da portapacchi lancia palloni, macchine calcianti per palloni, compound usati come propulsori per lancio palle e dischi, le “biciclette” della Dark… in effetti mi mancava solo l’infernale macchina dell’Arc Trap… . Il tiro al volo lo trovo molto divertente e sicuramente poco noioso; non piace a tutti almeno sulla carta, inviterei però a provarlo almeno una volta. In effetti trovo più arcieri reticenti che curiosi e la risposta più frequente è: non sono allenato per quel tipo di tiro… e chi lo è?

 

Anche una disquisizione sulla tipologia di gara potrebbe essere utile: solo piattelli, palle e piattelli, sagome mobili, palle rotolanti… tutto assieme o a coppie o singolarmente? Gli esperimenti visti fin’ora hanno dato la precedenza all’aspetto ludico quindi si è visto spesso un abile mix di tutto ciò; per anni la 08 Dark ha condotto esperimenti in tal senso. Hanno cercato di portare nel bosco questo gioco, poi sempre perseverando in questa “filosofia” hanno creato il terreno per avere una regolamentazione Fiarc in questa tipologia di gare. Ultimamente poi si sono messi in gioco nella cosa più difficile: organizzare il primo Campionato Italiano di tiro al volo e alla sagoma mobile.

Una bella esperienza direi, non certo esente da “errori” e sono convinto tutt’ora in fase di autocritica da parte degli organizzatori… la pioggia forte ha in effetti messo in mostra una serie di problematiche non certo trascurabili. Esistono poi pure gli esperimenti Bandiniani con propulsore a compound, qui ho visto una buona costanza nei lanci anche col brutto tempo; molto importante la minima, se non nulla, influenza dell’operatore in fase di carico e lancio e tutto sommato, come per le biciclette della Dark, un buon compromesso qualità-prezzo dell’ orpello lanciante. Ho scritto esperimenti da parte del Bandini perchè, anche se sono macchine in uso quasi tutte le domeniche, vedi Arena delle Flu in continua evoluzione, sono sempre in fase di miglioramento, pure il Molmi tutte le notti, se non è di corvé col pupo, pensa a modifiche per migliorare le sue infernali biciclette.

Confesso che per lungo tempo sono stato indeciso se dare la preferenza all’uno o all’altro, chiaramente sono tutti amici e sia all’uno che all’altro ho fatto critiche e dato consigli da fruitore-tiratore da sempre favorevole a questa tipologia di tiro. Diciamo che se restiamo in ambito “artigianale”, con un meteo buono, entrambe le soluzioni sono più che accettabili.

In questa breve storia ho volutamente trascurato la macchina Arc Trap perchè al primo impatto non mi è piaciuta… almeno dai primi filmati e dalle prime caratteristiche trovate molto tempo fa sul sito francese; in effetti e qui si parla sia dei primordi francesi, sia di filmati probabilmente non all’altezza, saltavano agli occhi alcuni “difetti” : alimentazione legata alla 220 alternata, ingombro della macchina e difficoltà logistiche negli spostamenti e non ultimo, i costi della singola macchina lancia piattelli; non puoi certo fare una gara con una sola macchina no? Quindi diventava sia per la singola compagnia, sia per una cordata di compagnie un impegno economico troppo elevato. Non ho però mai espresso un parere negativo, riservandomi un giudizio non appena avessi potuto provarla; ero sicuro pure di una sua evoluzione ed era da provare sul campo… peccato che fosse in Francia… comunque il prezzo, la dipendenza dalla 220, l’ingombro ecc ecc mi facevano un po’ storcere il naso.

Finalmente è capitata la comoda occasione: grazie alla 08 Rupe e alla disponibilità del Novelli, una amichevole-dimostrazione dell’Arc Trap a Savigno pochi km da casa mia. Finalmente ho visto in azione l’ultimo tipo di macchina Arc Trap e pure avuto conferma di ulteriori modifiche. Non son più dipendenti dalla famigerata 220 volts alternata ma vanno tranquillamente a batteria, sono più compatte e molto più maneggevoli e quindi più trasportabili tanto che un loro utilizzo in un bosco, non troppo selvaggio, potrebbe essere possibile. Viste e provate da vari rappresentati sia Fiarc che Fita direi che hanno avuto un buon successo e non escludo, in un prossimo futuro, un loro inserimento nella proposta “commerciale” delle due federazioni. Ho sentito vari pareri e pure un loro possibile utilizzo nel circuito disabili è stato reputato sia possibile che auspicabile.

 

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11 December, 2013

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