IMO

B) Considerazioni TaV… naturalmente tutto molto IMO

 

Entriamo ora un po’ più nel dettaglio… io ci ho messo un po’ a capire il tipo di lancio della macchina infernale, i primi cinque mi hanno lasciato a bocca asciutta, ho provato a lasciarmi andare al solo istinto, dalla partenza del piattello allo scocco della freccia, poco utile; ho cominciato poi ad aspettare al punto zero, anche se con questo metodo tiravo molto più vicino al bersaglio ero poco soddisfatto; alla fine ho deciso di usare sia l’istinto per la parte finale, sia il ragionamento per la preparazione, quindi: seguivo dalla macchina il piattello fino all’apice della parabola poi individuavo il punto giusto del rilascio, molto dipendente dalla velocità dell’arco che si usa, che era praticamente un istante prima del punto zero, a questo punto l’istinto mi portava a fare dei tiri di pochi cm sopra al piattello, il tempo del viaggio della freccia e spesso colpivo al centro; più facile a farsi che a spiegarlo.

 

Sempre molto precisa la macchina piattello dopo piattello; poi si è alzato pure un po’ di vento ed è bastato correggere un po’ lo spin del piattello, rotazione sul proprio asse, effetto giroscopio suppongo, per evitare turbolenze al piattello in volo, altri minimi spostamenti della macchina poi rendevano tutti i lanci praticamente perfetti. Un temporizzatore programmabile poi provvedeva a darci una cadenza nel tiro ottimale. Non si è provato tutto il possibile, si è praticamente lavorato su uno dei tanti lanci possibili, praticamente quello verticale e frontale; non certamente il tiro più difficile, forse il più facile perché la parabola, molto stretta al vertice, lo rendeva quasi perfettamente verticale sia in salita che in discesa.

 

Ho visto diverse tecniche di approccio a questo tiro, chiaramente io ho la mia che reputo la più logica… a prescindere se seguire o no il piattello fin dalla partenza… in pratica cerco di tirare al punto zero della parabola, quel punto x dove la spinta iniziale comincia ad essere bilanciata dal peso-forza di gravità del piattello, in pratica reputo utile tirare nel tragitto, a volte molto breve, dove il bersaglio mi appare quasi fermo…”ovvio no?”diranno gli addetti. Nello specifico di questa dimostrazione si tirava in otto, divisi per due macchine, divisi ulteriormente per due tiratori alla volta.

Piazzole molto vicine A B C D e dopo una serie di 5 piattelli si scalava di una lettera… fin qui una buona formula per un campionato. Qui la domanda che mi son posto spesso: come organizzare un campionato di tiro al volo? Nella mia beata ignoranza di quello che stanno facendo i cugini francesi opterei per il collaudato sistema Fiarc che prevede una serie di gare per avere una classifica, poi passerei al sistema Fita per le finali.

Una due giorni full immersion, con gare di qualificazione dal sabato mattina e sabato pomeriggio e già qui dimezzerei i concorrenti. La domenica mattina semifinale dove estrarre i finalisti per il pomeriggio. Vorrei però che fosse data a tutti una discreta possibilità di tirare tante frecce.

 

Non farei distinzioni fra uomini e donne, tutto sommato si potrebbe fare a meno di tutte le varie categorie di arco… seguite un attimo il mio ragionamento: mettiamo due arcieri x e y stessa bravura nel tiro, stessa tecnica, praticamente due gemelli, arcieristicamente parlando:  parte il piattello… chi lo colpirà per primo? Quello che usa un arco z o quello con l’arco con velocità d’uscita della freccia maggiore? Perché questa domanda? Molto semplice, sono convinto che nella prova di tiro con più arcieri sullo stesso piattello, a parità di tutte le altre condizioni, sia molto avvantaggiato chi usa un arco più veloce.

In effetti alla prova pratica della Rupe, ho “rubato” almeno sei piattelli colpendoli e togliendoli allo stesso avversario, entrambi avevamo due ricurvi però l’altro usciva più lento; poi è capitato pure che lui tirasse in anticipo e colpisse per primo ma almeno quattro volte, grazie alla velocità del mio non è riuscito a togliermi del tutto il piattello e quindi lo si è preso in due. Quindi a parità di velocità dell’arco perché una donna dovrebbe essere inferiore ad un uomo?

Nella varie foto di questo post potrete pure vedere che, oltre alle macchine della foto di apertura, ne è nata un’altra, direi da passeggio; osservando poi con attenzione vedrete che pure con questa si possono avere infinite possibilità di tiro. Questa la risposta per i punti del bosco più difficili da raggiungere. Naturalmente più piccola e molto più economica.

 

 

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12 December, 2013

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