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CI TAV 2013 : i commenti… (parte seconda )

Invisibile:

Da assoluto profano tengo particolarmente a dire una cosa e una soltanto….eventi neonati come quello del CITAV13, ma come tutti quelli alla 1^ edizione possono riservare amare sorprese ai partecipanti e agli organizzatori…….assolutamente importanti sono le considerazioni finali con i pro e i contro e questi ultimi devono essere la base per la partenza delle edizioni seguenti.
Se qualcuno o tanti si sono trovati male, hanno sofferto o meno di problemi vari, devono darne conto senza tante balle e senza tanti complimenti, magari proponendo anche eventuali soluzioni e soprattutto senza “condire” la critica (o velata polemica) iniziando e finendo i ragionamenti con i ringraziamenti agli organizzatori….ricordiamoci sempre, che come tali, sono loro e solo loro che hanno la responsabilità del successo o meno della manifestazione…..quindi spogliamoci di falsi buonismi o altro, e abbiamo il coraggio di esprimere anche con forza le nostre personali considerazioni…ne potrà guadagnare tutto il movimento e anche i rapporti interpersonali.
Ovviamente chi sente di dover ringraziare pubblicamente o meno qualcuno lo faccia con altrettanta energia, perchè anche questo è benzina per il motore…….
L’invisibile che ha visto e sentito.

 

Andrea Delbrocco:

Io ci sono stato, quindi posso parlare con cognizione di causa e onestamente pensavo a un evento meglio organizzato e meglio supportato dalla FIARC. Non contesto la buona volontà degli organizzatori così come l’impegno dei capocaccia ma si poteva e doveva fare di più e meglio, oppure mettere su una amichevole e non un “campionato italiano” in cui si pretende una migliore organizzazione e un livello qualitativo elevato. La prima cosa che ho reputato fastidiosa è stata la mancanza di un pratical, che ai campionati è il vero motore dell’aggregazione degli arcieri, Infatti è proprio al pratical che si conoscono altre persone e si fa amicizia, si scambiano consigli, si giocano i caffè e quant’altro. Non ho capito l’allestimento di parecchie piazzole in cui non riuscivi nemmeno a pensare di vedere il piattello, data o la rapidità del piattello e l’esiguità della finestra di tiro, tra l’altro tirate nel bosco con alberi, recuperi difficoltosi e traiettorie (delle freccie) molto poco prevedibili. Ci si è messo pure il tempo che ha sicuramente complicato la logistica (poteva essere previsto), anche se di gare con il fango ne facciamo tante avendo però dei percorsi resi meno pericolosi con corde e scalini meno provvisori. Delle macchine lanciapiattelli potremmo aprire un topic a parte e quoto quanto detto da altri… Spero siano problemi di gioventù, l’idea di per se mi è sembrata ottima tant’è che mi sono fatto 1100 km e 4 giorni di albergo / ristoranti. Ovviamente queste sono critiche “costruttive” e spero che con delle regole diverse e migliori (ad esempio un tempo di volo minimo del piattello o una limitazione della velocità/ampiezza minima della finestra) questo tipo di gare potrebbe decollare.Mi è piaciuta l’idea di fare dei mobili diversi (come meccanismi) nei vari campi, i punti di ristoro (ringrazio le gentili signore). Non mi è piaciuto il fatto di dover pagare la maglietta, la patch, non per i soldi che sembra andranno in beneficienza ma per una sensazione di mancanza di accoglienza (vedi il pratical) così come il fatto di non trovare nemmeno le classifiche nè su internet, nè al momento della premiazione sul luogo della premiazione). A parte tutto questo ringrazio comunque chi si è prodigato per farci divertire ma spero che se mai ce ne saranno altri chi organizzerà tenga conto dei “suggerimenti” espressi.

Andrea Mulattieri:

andrea.delbrocco ha scritto:che se mai ce ne saranno altri chi organizzerà tenga conto dei “suggerimenti” espressi.

Assolutamente si, soprattutto se espressi con educazione e rispetto, esattamente come avete fatto sia tu che gli altri. Nulla di ciò che ci è stato espresso alla fine della giornata di Sabato e che poi si ritrova in questi post è caduto nel vuoto. Per quanto riguarda la maglietta purtroppo il budget di questi campionati è presto fatto 120 iscritti con quota di 50,00 euro, cuccioli e scout 25, comunque facciamo 6000,00 euro. Sono state acquistate n° 12 sagome nuove, circa 180 palloni si spugna, il ferro delle macchine lanciapiattelli, i pannelli per ritagliare circa 250 piattelli, acqua, vino, buffet per inaugurazione, il mangiare per i ristori, che a parte le torte fatte in casa il resto, se pur ad un prezzo agevolato, è stato acquistato (abbiamo scelto di vendere le magliette e lasciare gratis il mangiare ai ristori), non so quanti metri di corda, ferri per i binari, alloggi per 3 CC per 2 giorni compreso il mangiare, e poi altre e tante altre cose. Errori ne abbiamo commessi e ne faremo sicuramente tesoro, ma regalare 120 magliette ci avrebbe veramente tagliato le gambe. Grazie a tutti quelli che sono venuti e che ci hanno dato consigli.

Buone frecce Andrea

 

Marco Olmi:

 

Come promesso a Giancarlo in MP, ecomi qui a scrivervi due righe per chiedervi scusa per gli errori commessi e ringraziarvi per la pazienza avuta soprattutto il sabato.
Non una mera “AMMISSIONE DI COLPA”, ma una riflessione insieme a voi.
Come detto alla serata di apertura, i vostri commenti sono il motore per i nostri miglioramenti. Le macchine lanciapiattelli, per quanto studiate e provate. rimangono macchine (e piattelli) fatti in casa, con tutti i problemi del caso. Non so a quanti di voi e´capitato di costruirne una, ma quanti l´anno provata sotto la pioggia? A me non è venuto in mente e mai mi sarebbe venuto in mente. Detto questo, non significa che il sistema non è perfettibile e che non continueremo a studiarci su. Come detto ai capicaccia durante il giro del venerdi’, avevamo in programma di farle vedere alla serata di apertura. Purtoppo una incomprensione con esterni alla CP e límpossibilita’ di recuperare le riserve dal campo ci ha fatto saltare la cosa. Che le finestre di tiro fossero strette… in parte è dovuto all’ aver abbassato i lanci per evitare che le frecce bagnata volassero troppo lontano. Cosa che regolarmente hanno anche fatto finendo fuori dalla zone di erba tagliata. Che le sagome fossero lente… se consideriamo corda bagnata e fango lasciato dagli scarponi sui binari… è difficile fare altrimenti. Ma, almeno in teoria, si tira tutti su qualcosa di piu’ semplice, no? Riguardo al battifreccia per evitare la ceppaia… e´ una cosa della quale, onestamente, mi sono accorto alla domenica vedendovi tirare. E MI SON DATO DEL SOMARO DA SOLO!! Cosi´come per le classifiche in zona premiazioni…. stamparle senza appenderle…. non e´ molto utile. O per il pratical sul quale ho sorvolato (approfittando del buon Puff) e pezzato (piu´per voglia di giocare che con reale intento organizzativo) lanciando a mano i piattelli dopo il controllo materiali. Tocco rapidamente il costo magliette e patch. Mi calo le braghe (tanto ormai…) ma le maglie ci sono costate 9E. Mettere in piedi l´evento con budget risicato per non esagerare con i costi di iscrizione, senza guadagnare nulla dalla pubblicita’ degli alberghi ma girandola come “prezzo convenzionato agli arcieri”, non guadagnando sugli espositori ma chiedendo un contributo per la lotteria, non guadagnando sui ristori abbondanti, non guadagnando su birra e gnocco al punto di ritrovo ma chiedendo di tenere prezzi bassi per ridurre la spesa degli arcieri…. Regalarvi le maglie proprio non riuscivamo. Ma vorrei che la discussione non si fermasse solo ai problemi organizzativi ma che proponesse scelte tecniche. Stiamo parlando di una tipologia di gara ancora assolutamente sperimentale. Negli ultimi 2 anni le gare regionali sono state 3 TRE, organizzate da due Copagnie che spesso hanno fatto fatica a partecipare l´una alla gara dell´altra. E´ difficile, in queste condizioni, avere un reale confronto di esperienze e affinare il tutto, foss’anche come soluzioni tecniche nei macchinari da lancio. Mi piacerebbe (tra 15 fgiorni quando rientrerò dal Brasile) leggere che qualcuno ha deciso di mettere in piedi una regionale già questo autunno così da poterci dare la sua interpretazione gara, il suo modo di intendere i voli, un’opportunità di partecipare e un’occasione per imparare.

Queste foto, anche se la mano è poco confondibile, sono di Grazia La Notte…

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6 May, 2013

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