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La mia Waterloo… (prima parte)

   Non pensavo di avere tanti muscoli, certo non pensavo di averne anche alcuni in zone corporee poco conosciute, sicuramente per una cinquantacinquina di anni si erano abilmente occultati sia a me sia ad estranei; la scoperta di queste nuove e sconosciute fascie muscolari la devo alla famosa visita agonistica per rientrare in Fita; l’ultima volta che l’ho fatta ero un ciccinino in sovrappeso, circa 145 kg, probabilmente il grasso anestetizza dagli effetti dell’acido lattico perché non mi ricordo una prostrazione secondaria ed un proliferare così forte di dolori e doloretti a seguito della performance da sforzo.

   Fatta la “visita” martedì pomeriggio, ho poi passato una serata tranquilla, fisicamente parlando; ero sì incazzato come una biscia avendo fatto in 5 minuti una serie di sforzi che non farò in 10 anni di vita, il fisico però ancora non lo aveva capito. La mattina del mercoledì mi trovava un po’ paralizzato a livello schiena ma gambe e braccia erano ok; la giornata è trascorsa tranquilla anche se in effetti la voglia di sedermi era forte… poi è arrivato giovedì…il risveglio del corpo! Complici delle lente sinapsi da 55enne solo ora il mio corpo si rendeva conto dell’immane cazzata che aveva fatto; al risveglio un dolore pungente alle gambe; forse ancora peggio il dolore di muscoli “strani” delle braccia, non davanti o dietro ma posteriori e confinanti con il sotto ascella. Dolori forti e doloretti vari mi hanno accompagnato fino a venerdì sera in palestra. Due giorni da invalido al 90%, degni del più classico accompagnamento di badante Ukraina, non roba da sedia a rotelle ma sicuramente da doppio tripode in riabilitazione da ictus grave. Finalmente venerdì potevo, se non avere delle alte prestazioni, che del resto non ho mai avuto, potevo dicevo, almeno alzare l’arco quasi all’altezza giusta e miracolo: riuscivo pure a tendere la corda. Tralascio la sensibilità da stabilizzatore-amortizzatore che aveva tutta la mia schiena, ogni freccia la sentivo uscire e mi sembrava pure di sentirne le vibrazioni nei primi metri di viaggio verso il paglione… notare ho scritto paglione e non bersaglio. Tutto questo stare male poi era condito da un sentimento di odio-vendetta verso il medico, (leggi Menghele), di turno che aveva eseguito il mio esame di idoneità agonistica.

   Ho fatto arti marziali e vari sport, roba di qualche decennio fa, ma mai ero stato sottoposto ad un castigo simile; tirare con l’arco penso sia assimilabile come sforzo fisico a fare la cacca dopo 5 nespole, a giocare a briscola quando non hai né carichi né briscole, alle boccettine in spiaggia due contro due, ad allacciarsi le scarpe con la cintura dei calzoni stretta stretta dopo una bella mangiata di trippa… quello che ho dovuto fare era salire su un gradino impossibile, alto almeno 10 cm più del mio ginocchio… più precisamente era quello che avrei dovuto fare per 5 minuti. Alla mia età bisogna salire e scendere con cautela le scale, osteoporosi, giramenti di testa improvvisi, cali di pressione, vista precaria: da vicino 3x, da lontano non saprei nemmeno… questo novello medico, sicuramente hitleriano, pretendeva lo facessi pure in fretta, quindi ero costretto ad issarmi a braccia fino al raggiungimento della leva sul ginocchio e poi su fino in piedi e poi di nuovo giù a forza di braccia fino all’appoggio del piede. Penso che dopo i primi due minuti ci fosse pure la Madonna a fare il tifo e son convinto mi abbia dato pure qualche spintina da dietro…comunque dopo tre minuti scarsi con il residuo fiato rimasto devo averlo mandato a cagare di brutto. Capisce che da me oltre a qualche vaffa non avrebbe ottenuto di più e mi fa stendere di corsa sul classico lettino da infermeria militare 15-18; poi mi fa l’elettrocardiogramma e comincia a mugugnare soddisfatto, poi passa a sentire le pulsazioni e quello che era rimasto dei polmoni, sempre più soddisfatto.

   Classico medicuzzo salutista che pensa: alla sua età io che non mangio, non trombo e non fumo ci arriverò certamente meglio… lo so che pensava così. Io confido però nella giustizia divina e negli incidenti stradali che tanti corpi in piena salute strappano alla loro salutistica vita ogni settimana, oppure ad una caduta di un pianoforte alla Clooney, tanto questo sicuramente il caffè non lo beve. Alla fine mi dice che devo calare sia il fumo che il peso… al ché gli chiedo se ha letto quanto ero e se 47 kg in meno gli sembravano pochi…stavo per salutarlo mandandolo in qualche località amena,avendo rinunciato al certificato, quando alla fine me lo consegna! Simil Bolla Pontificia… o Grazia Ricevuta! Non lo sapevo ma, dopo i 55 anni, alla fine te lo danno d’ufficio… se sopravvivi.

to be continued…

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10 November, 2014

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