Diario di Viaggio

Ricordi dal CI 2013… A pizza !!

Penso di aver trovato un buon posto per la pizza, forse un pelino scomodo da Bologna ma sicuramente qui ho mangiato la pizza migliore degli ultimi anni…

   Prima pizza… L’avventura comincia dal suggerimento da parte di indigeni locali… mi dicono che è la miglior pizzeria di Rotonda! In effetti non l’ho girata molto Rotonda, comunque è l’unica pizzeria che ho visto! Mi son fidato ed ho fatto un primo esperimento. Adoro fare da cavia per gli amici ed ho avuto una settimana abbondante per ambientarmi. Dopo qualche tiro al practical, si passa da casa, doccetta, lisciatina al bulbo e via verso la pappa… sono le 19… chiuso! Cerco un cartello con orari e chiusura settimanale … assente… si va a fare un giro mentre via cellulare si cercano info sul giorno di chiusura. Dovrebbe essere aperta ci confermano, forse è troppo presto!  Si ritorna verso le 19,30… è aperta… si entra e ci guardano come se fossimo marziani… temo che sia ancora troppo presto! Forse ci hanno preso per la Finanza o l’Ispettorato del Lavoro, poi sentita la doppia parlata emiliano-toscana si tranquillizzano, ci chiedono se abbiamo prenotato e ci danno il posto più scomodo di tutto il locale ancora deserto; tavoli in effetti enormi completamente liberi ed apparecchiati, il nostro è ingombro di roba e con 15 tavoli a disposizione vuotano quello…Francy entra di taglio al suo posto, 15 cm scarsi a ridosso del frigo coi gelati, io piombo sulla mia sedia facendo scattare quella addossata un metro più in là. Inizia qui un dialogo che sembra preso da un condensato di Tre uomini in barca e Aspettando Godot; ci chiedono quattro volte se vogliamo la pizza e se vogliamo proprio mangiarla lì. Alla fine si convincono o si rassegnano… siamo clienti e pure testardi! Con i loro tempi ci portano a comode piccole rate, posate e tovagliolo, altri 10 minuti e arriva un foglio sotto plastica con il menù, qui spicca ripetuta ben 4 volte la scritta: Il pizzaiolo non accetta ordinazioni diverse da quanto scritto nel menù o qualcosa di simile… scritto in rosso ed in grassetto maiuscolo l’ho preso come un velato consiglio, un capisci hammé in pratica. A quel punto mi sono immerso in una attenta lettura, visto che chiedere qualcosa esulante dal menù poteva essere molto rischioso… non ho però gli occhiali e vado sul sicuro: ordinerò una napoletana, sperando mi sia concessa. Intanto arriva qualche cliente per pizze da asporto… poi la moglie-cameriera prende le ordinazioni: coca-cola? No mi dispiace ma quello che ci porta le bibite ha solo la Pepsi! Ok allora una Pepsi media… . Mi dispiace ma l’abbiamo solo in barattolo! Ok, allora una Pepsi in barattolo e una birra media c’è? Sì? Che culo! Bene dai… fino a qui ci siamo… poi ci chiede se il bere lo vogliamo subito… sto per ribattere : no lo prendo dopo e bevo a casa ma Francy mi da un calcetto sotto il tavolo e sto zitto mentre lei annuisce.    Arriva il bere in due secondi portato dal figlio-cameriere del pizzaiolo, strano che non siano successi incidenti perché aveva gli occhi fissi sulle tette della Francy e con quelle parlava: tutto bene? Il bere è appposto ? Dopo essersi sincerato almeno sei volte in mezz’ora di avere assolto bene il suo compito è tornata la mamma a prendere le ordinazioni… e dopo 25 minuti sono arrivate le pizze! Anche durante la loro consumazione il cameriere è passato almeno altre sei volte senza inciampare e sempre chiedendo se andava tutto bene. La mia pizza aveva sei acciughe disposte a raggiera, né un millimetro più né un millimetro meno l’una dall’altra e i pezzetti di mozzarella sembravano essere stati messi da un miniaturista… alzo gli occhi e guardo il pizzaiolo all’opera, sono in due uno stende le pizze e il boss le riempie… il primo abbastanza veloce, il secondo? Praticamente un amanuense miniaturista, un fine cesellatore o un mosaicista medievale, certo un artista ma… lentoooo !! Bene o male dalla fame delle ore 19 siamo usciti alle 21,30… molto soddisfatti per la pizza, semplicemente fantastica! Quando siamo usciti nel locale c’erano si e no dieci clienti… praticamente vuoto !!!

   Seconda pizza…   Mi son detto: perché non condividere con qualche amico questa scoperta? Capitano a fagiolo Riky Bandini e Lella e ci si ritrova a Rotonda per la pizza, questa volta però si va più tardi e si prenota… forse era meglio ordinare anche le pizze; arriviamo alle 20,30 e stranamente stasera le cose vanno un pelo più veloci. Tavolo centro sala e subito ci chiedono per il bere; volendo agevolarli chiediamo due Pepsi, ci rispondono che non l’hanno e che il ragazzo delle bibite avendole finite ha portato la Coca-Cola.. sono esterrefatto e prendo una birra media. Questa volta il cameriere aveva due paia di tette da vedere ma alla prima occhiata decideva per la strada vecchia e cominciava il suo va e vieni condito dai soliti:  tuttto bbeeene e dimostrandosi pure un fine affabulatore chiedendo se eravamo tornati perchè ci era piaciuta la pizza; la voglia prepotente di rispondere: no la pizza ci aveva fatto schifo ma di qualcosa bisogna pur morire e si era deciso per un secondo tentativo! Fermato dal solito calcetto. Poi solita manfrina:  volevamo subito il bere? La si mangiava lì? Miracolosamente solo dopo tre sigarette arriva pure la pizza… io la volevo margherita col prosciutto crudo all’uscita… non c’era il prosciutto, finito,  ha vinto lo speck! Siamo usciti in cerca di un gelato alle dieci e qualcosa. Dimenticavo: il clima di quel locale era veramente tosto, quando uscivi avevi l’effetto frigo con brividini vari.  Anche questa volta abbiamo mangiato una pizza favolosa!

   Terza pizza…   Appena entrati e seduti alla domanda che bevete ? La risposta: che avete… coca o pepsi? Li coglie di sorpresa: oggi hanno deciso che berremo finalmente coca…evvaiiii… per la pizza questa volta la chiedo allo speck… non c’è! Prosciutto? Nemmeno… attimi di smarrimento poi apprendiamo la triste notizia: è morta l’affettatrice! Ok, pur di non perdere il cameriere decido in fretta e al volo, prendo una pizza della casa che dopo 5 sigarette arriva. Pure questa ottima, non quella che volevo ma sempre ottima. A questo punto placata la fame mi soffermo a guardare il pizzaiolo, deve fare il pizzaiolo solo la sera, di giorno deve essere un mosaicista che nell’arte della pizza applica gli stessi criteri: la fa tonda perfetta, non senza correzioni ed aggiustamenti vari ma alla fine è perfettamente circolare… poi la riempie come facesse un mosaico: salsa di pomodoro lisciata, livellata e lucidata… mozzarella, pezzi precisi, identici per peso e forma, distribuiti, pezzetto dopo pezzetto, in zone ben definite ed equidistanti, i condimenti vari applicati, a mo’ di pietre dure in una corona regale, nella stessa maniera… grosso modo cinque minuti per ottenere una pizza perfetta; peccato poi che la palettata per metterla in forno quasi sempre muovesse qualche componente e allora ricominciava la lenta ricomposizione su pala prima dell’infornata… questo giochino si ripeteva puntuale ad ogni pizza per tutte le sei pizze che venivano partorite per ogni infornata… uno stillicidio! Siamo entrati, questa volta alle venti e quindici e usciti alle ventidue… subito dopo la nostra entrata era arrivata, a rate, una tavolata di quattordici persone, sono state servite, sempre a rate, prima queste. In effetti quando sono arrivate le seconde sei pizze i primi sei del gruppo avevano già finito e cazzeggiavano con limoncelli vari fuori dal locale, nel frattempo erano arrivati gli ultimi due o tre. In pratica erano assieme ma all’arrivo degli ultimi i primi dichiaravano che si era fatta ormai una “certa” e andavano via… quindi fra il primo e l’ultimo vi era stato si e no un cenno di saluto, forse la prossima volta si sarebbero presentati in ordine diverso così da poter scambiare pure due parole. Il dubbio che la pizza fosse tanto buona per la lunga attesa mi ha colto spesso, alla fine sono giunto alla conclusione che in effetti la migliorava ma la base era sempre un’ottima pizza.

   Per la quarta pizza sono quasi incolpevole… viene deciso di socializzare e ci si ritrova in una ventina di personaggi in cerca, se non d’autore, di un posto decente per mangiare. Siamo tutti alloggiati a Rotonda e qui in effetti non conosco mica molti posti adatti. Chissà perchè dalle occhiate smarrite intuisco di essere io il prescelto, l’unto del Signore, unico responsabile di questa decisione. Da più parti sento: pizza e allora colgo al volo l’occasione per vedere di quanta pazienza siano dotati gli arcieri. Propongo e prenoto! Questa volta però consci dell’attacco in massa, pizzaiolo e family, si sono organizzati come dei marines: due a fare le pizze, la mamma con pezzo di carta e matita per le ordinazioni e ben due dico DUE camerieri… il solito figlio e una, non meglio precisata, cugina di quarto grado. Il primo impatto personale-clienti è stato drammatico erano quasi tutti veneti, alcuni poi molto o troppo amanti del proprio dialetto, condito spesso da un intercalare diciamo poco cattolico; incapibili già a me che sono confinante regionale immagino l’impressione che possono aver fatto alla povera mamma assalita da una massa di avventori “astemi” che nei primi dieci minuti svuotava quasi le riserve di birra del locale. Dopo il primo giro di birre, rigorosamente medie, la birra piccola è considerata bestemmia in Veneto, calmata un po’ la sete e gli animi, ripristinato un certo ordine, si cominciava seriamente ad ordinare il bere ufficiale e le pizze. A parte una distribuzione random delle pizze, prima le signore avevano detto ma in pratica questo non è avvenuto, a parte la solita modalità di sei pizze ogni 20 minuti, tutto sommato si è avuto un servizio velocissimo, chi aveva la pizza mangiava, gli altri o fuori a fumare al fresco o dentro a bere. Chiaramente pure stavolta avendo ordinato una pizza allo speck  si è verificato un problema, affettatrice rotta ok… ma tagliarlo col machete non è mai il caso e poi farlo cuocere assieme alla pizza ti condanna a fare sogni ambientati nel deserto. In effetti dalla sete ho sognato tutta la battaglia di Tobruk con annessi e connessi topi, loro affamati, io assetato. Una notte peripatetica fra frigorifero a bere e bagno a fare pipì, tutto sommato ho girato meno alla famigerata battuta del secondo giorno. In un’oretta e mezza ci eravamo tolti il dente e pure stavolta tutti incredibilmente soddisfatti della qualità della pizza. Da qui una riflessione: il veneto ha pazienza se ha da fare qualcosa, con in mano una birra media potrebbe affrontare attese bibliche…

   Ultima pizza o meglio ultima non pizza… serata premiazioni a Mormanno, stanco dalle quattro gare, all’orario del pantagruelico buffet non ho fame, si decide per una pizza post premiazione… peccato che fra frizzi e lazzi, balli folkloristici e musiche indigene, la premiazione inizia tardi e si prolunga a tal punto che alle dieci mi era venuta proprio fame… ma non fame fame, la famosa fame dei nostri figli … fame di pizza!! Si decide in un lampo ed è per quel motivo che non si compare nella foto dei toscani premiati sul palco. Fuga da Mormanno, bel titolo per un film, arrivo in quel di Rotonda e parcheggio in derapata controllata, si entra in pizzeria che sono le undici meno dieci. Sembra una posada messicana alle quattordici: tre avventori stanchi con davanti ancora mezza pizza, cameriera spalmata tipo nutella in luglio sulla sedia, cameriere e pizzaiolo aggiunto totalmente assenti. Solo il Boss, pizzaiolo di precisione, è dietro al suo banco, seduto e spalmato pure lui, sembra in attesa… magari si è ordinato da solo una pizza che tarda ad arrivare. Mi guarda e vedo un guizzo di dispiacere nei suoi occhi, mi dice quasi in italiano che è troppo tardi e che il forno è praticamente già spento; alla vista della mia faccia delusa mi apre pure alla visione del misfatto che ha compiuto cinque minuti prima… quattro tizzoni in numero ancora accesi, la mia faccia temo che per la delusione sia stata precisa a quella del famoso Urlo. Domani si parte, si torna a casa e poco mi consola il suo: coraggio domani sera ci siamo! A parte le battute temo di aver mangiato la madre di tutte le pizze… la migliore in assoluto della mia vita… so che a Rotonda sono permalosi come puzzole e hanno un senso umoristico alla Masini ma se non fosse stata così buona ne avrei mangiata così tanta in dieci giorni? Quindi:

Don’t Worry Be Happy  http://www.youtube.com/watch?v=d-diB65scQU

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26 November, 2013

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