Arcieri, arceria e dintorni, IMO

“Storia di un lungo viaggio dal sogno alla realtà”

 

10-ott-2012

Titolo emblematico: “Storia di un lungo viaggio dal sogno alla realtà.” Prescindiamo dalle prime critiche al testo lette su “arco e freccia” a me invece viene una domanda un po’ diversa e che poggia solo sul titolo. Sappiamo che la Fiarc è nata per un’esigenza di tiro diversa da quella praticata in Fitarco, per questo motivo, con altri 1000 corollari, è nata…poi è iniziato un lungo viaggio che è durato più di 25 anni… bene dopo quasi una trentina d’anni stiamo tornando a casa? Sotto un certo punto di vista un totale fallimento; un po’ come se a 18 anni usciamo dalla famiglia per farci una vita nostra e dopo trenta si ritorna dalla mamma, anzi si chiede alla mamma di poter ritornare e quella ci tiene sulla soglia per un paio d’anni per vedere se abbiamo mantenuto l’educazione che ci aveva dato. Purtroppo ho la netta sensazione che dopo avere recepito alcune nostre peculiari caratteristiche, riproposte poi un attimo più all’acqua di rose, ci daranno un sonoro calcio nel sedere. A che pro accollarsi tutto il maiale se è possibile carpire salamini gradualmente? Probabilmente l’ideale Fiarc era solo un sogno irrealizzabile sta di fatto che sembra sia finito. Questo lungo tempo che sarebbe dovuto servire a differenziarci da un tiro statico e a mio gusto un po’ troppo monotono sembra non sia servito a nulla. Nel frattempo Fitarco ha consolidato l’aspetto agonistico e si è allargata anche aprendosi a tipologie di tiro meno statiche, noi le siamo andati incontro tornando sui nostri passi. A questo punto ci restano i sogni, un’eredità perduta da Fiarc che non mi sento di rigettare come federazione perchè per quanto annacquata e contaminata è pur sempre l’unica ad offrire tutte le domeniche, su buona parte del territorio nazionale, gare e campionati che non siano totalmente statici. Resta da vedere se quelle piccole realtà, che ancora vivono i sogni della vecchia Fiarc, magari in un sussulto di vitalità, intendano riunirsi e dare vita ad un qualcosa che ormai non c’è più, se non, ripeto, a livello di piccole realtà locali; la nascita di una associazione alternativa è l’unica via di fuga per chi non accetta questo “ritorno”. Intanto la Fiarc va nella sua direzione, Fitarco pure… due linee che all’inizio parallele, destinate a non incrociarsi, piano piano convergono… e noi arcieri? A noi per fortuna resta la possibilità di scelta, per ora e ancora bi o tri tessera, nel futuro? Chi lo sa? Certo che riterrei stupido pagare due tessere per un’offerta troppo similare.

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6 October, 2013

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Davide Grossi

ernesto


4 COMMENTS ON THIS POST To ““Storia di un lungo viaggio dal sogno alla realtà””

  1. Daniele Polverini says:

    Per una cosa così importante come Fiarc/Fitarco, secondo il mio pensiero avrebbero dovuto fare un referendum frà gli arcieri Fiarc.
    Bastava inserire nella rivista Arco una busta da inviare alla Fiarc barrando un “SI” o un “NO” per sapere quanti erano favorevoli e
    quanti contrari.
    Polvere

    • Davide Grossi ernesto says:

      La Fiarc è una federazione di compagnie e se non sbaglio a livello di compagnie questo sondaggio, se non qualcosa di più, è stato fatto. Poi va da se che se un presidente esprime solo suo parere al posto del parere dell’assemblea dei soci salta un po’ tutto il giochino se questi due orientamenti sono contrapposti.

      Dave

  2. pescini says:

    io credo che non accadrà mai una unione delle due federazioni, nonostante le dicerie di corridoio dei soliti noti dicano il contrario, lo spirito è totalmente diverso ed anche se entreremo nel CONI, perchè diversamente sarà sempre più dura arrivare a campare, la FIARC rimarrà tale .
    Chi seguita a dire che gli arcieri smettono o cambiano non la raccantano tutta , non fanno le valutazioni in cui l’Italia oggi è immersa, per arrivare a fine mese si fa sempre più fatica ed ogni centesimo risparmiato è utile.
    Le gare sono sempre tracciate con la stessa passione e scopo nonostante l’introduzione di alcuni stili edil numero dei parteciapnti non è calato, la FIARC sarà sempre la se stessa.

    ciao

    • Davide Grossi ernesto says:

      x Pescini, scusa ma mi era sfuggito il tuo commento…
      Una unione in senso stretto non sarebbe nemmeno logica… certo una grossa “contaminazione” da parte delle due Federazioni è in atto da anni, altrettanto certo che se c’è stata probabilmente è perchè c’è stata una “domanda” da parte della base, leggi arcieri… magari non da una base di maggioranza, solo una base più rumorosa? Forse, indubbiamente qualche voce è stata ascoltata. Quanto al calo degli arcieri se c’è o no poco posso dire non ho numeri…le cause? Può essere, in caso di un calo, sia la crisi europea… il mio post però non parla di questo. Il mio post dice, in due parole… nasciamo da A e vogliamo qualcosa di diverso e diventiamo B……. passano degli anni e A comincia un po’ a diventare Ab e pure noi poco alla volta, passin passetto, diventiamo Ba……….poi dopo un paio di anni di osservazione……….si torna alla vecchia casa di partenza. Certo non come se non fosse successo nulla e certo non si torna come A col capo cosparso di cenere, si torna come Ba e tornando vediamo che A intanto è diventato Ab è qui che io mi domando: ma ne valeva la pena?
      Fare tanta strada per tornare ibridi? Non era meglio al limite tornare come B ? Anzi non era meglio marcare ancora di più questa nostra differenza visto il loro avvicinamento diventando B? Quanto all’ultima frase la FIARC sarà sempre la stessa resto perplesso perchè ho visto invece un grosso cambiamento nella “compagnia” che come ben si sa è la cellula fondamentale del “corpo” Fiarc. Le compagnie sono profondamente cambiate e variegate, variegate lo erano tanto anche prima, in effetti ma differivano da compagnia a compagnia; ora lo sono al loro interno, è cambiato profondamente pure lo scopo della loro aggregazione, non vado oltre perchè certamente tu come vice presidente ed ex presidente hai il polso della situazione e conosci più di me questo argomento.
      DAve

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