Arcieri, arceria e dintorni

Tiro con l’arco e nomadismo…

Sottotitolo: Mongolfiere al tramonto…

Tempo fa ricevetti una mail dove un campo di tiro, l’ennesimo racimolato in pochi anni, veniva definito il più bello di tutta la regione! “Il campo che tutti ci invidiano…”   illusione indotta da un pusher senza scrupoli immagino: prima due gocce d’acqua hanno spazzato via questa rara bellezza, poi, i veri proprietari hanno spazzato via il resto. Oggi vorrei parlare di una razza particolare d’arciere, quello che non deve chiedere mai, il campione a prescindere, il genio della lampada, quello però “incompreso”  nelle sue genialate;  un “personaggio” in cerca di un raggio di sole che gli illumini la fronte intelligente e spaziosa. La storia: dopo una serie di tentativi e sotterfugi per farsi eleggere PRESIDENTE di compagnia, conscio che nulla di più poteva tentare, una notte gli apparve in sogno San Sebastiano che in una rivelazione gli suggerì la via: “Falla tu la compagnia, tu e i tuoi famigliari… una speranza di fare il presidente solo così potrai averla.”  Così fece e finalmente, non senza fatica, riuscì a diventare presidente, qui crebbe quasi di un tacco 12, gli si illuminò lo sguardo ed il sorriso! Peccato che spesso la bramosia di essere qualcosa o qualcuno si accompagni alla più grande incapacità di esserlo davvero; iniziò così, non certo per lui che era ormai un arrivato, un percorso tutto in salitada parte dei componenti della compagnia pronti a soddisfare ogni suo desiderio o mania di grandezza. Il campo da tiro, per esempio, siamo ormai al quarto o quinto trasloco in 5 o 6 anni ed a questo punto mi viene da pensare che si tratti di appartenenti ad una etnia particolare: i Romarcieri. Parlo al plurale perchè pur non amando circondarsi di gente pensante è pur costretto ad avere un regno di sudditi fedeli e apensanti, costretto perché qualcuno dovrà pur fare il lavoro sporco no?  Una visitina ai precedenti proprietari dei terreni avuti in uso ha confermato questa mia ipotesi: sporcano, fanno danni, pretendono solo, si sentono padroni di tutto il visibile, non adempiono agli obblighi assunti e quando se ne vanno lasciano i posti avuti, in uso gratuito, come se fossero discariche. In pratica lo stereotipo del comune pensare sui Rom. Ormai conosciuti su quasi tutto il territorio per trovare un utile sbocco alle loro attività questa volta hanno dovuto faticare molto e pure spostarsi di vari chilometri per trovare sia zone vergini sia persone a cui non erano arrivate voci ed apprezzamenti vari sul loro operare. L’Italia si sa è grande e generosa, piena pure di coglioni che credono alle parole di un perfetto sconosciuto che si dipinge come il Messia che farà rendere quei terreni incolti, piantandoci sagome, come se si coltivasse oppio o altre droghe… certo passerà un anno e mezzo, forse due ma alla fine come la cacca che torna sempre a galla si ripeterà l’epilogo già visto. Nel frattempo però dovremo subirci le solite sparate, assisteremo alla solita questua per allestire le linee di tiro, per poter fare una gara regionale, il  perchè di questa richiesta di cervelli, in effetti già iniziata, è da ricercarsi nella scarsa capacità di chi, a dispetto dell’amor proprio e dell’evidenza, ha talmente insistito a tutti i livelli per avere la famosa mostrina da CC che alla fine l’ha ottenuta; mostrina talmente immeritata che ha abbassato di fatto il prestigio di tutta questa categoria. Non è certo un caso l’exploit al primo e per ora unico incarico ufficiale no?  Dopo le prime figurine palesemente di cacca in amichevoli varie, a malincuore, ha dovuto cedere arrendendosi all’evidente sua incapacità, richiedendo la consulenza da chi veramente ne sa e qui è partita la penosa questua di finti inviti a “vedere” il campo, richiesta di pareri vari… vista però la propensione ad appropriarsi, grazie al lavoro altrui, di meriti non spettanti,  certo io non lo aiuterei e lo lascierei a mollo nel suo elemento ma si sa al mondo ci sono troppi esseri buoni… e grazie al loro lavoro dovremo assistere de novo alle solite sparate del campo più bello della regione, quello con i tiri più intriganti… ecc ecc… . Sono poi sicuro che prossimamente vista la non considerazione raccolta pure in Fita e la altrettanto sicura non speranza di farci una “carriera” aprirà pure lui le porte della Sua compagnia a Fita, quindi si assisterà alla rinuncia della precedente presidenza e l’assunzione della nuova; ancora una volta avrà questa agognata carica presidenziale. Così facendo poi pure il “delfino” potrà avere nella Sua compagnia ora pure Fita, anche se come al solito fatta in casa, la “giusta” considerazione prima del brusco risveglio che lo aspetta.

 

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8 December, 2013

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Davide Grossi

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