Arcieri, arceria e dintorni, Diario di Viaggio

Un Campionato Italiano da ricordare…

 

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   La prima considerazione che mi viene prepotentemente fuori è: abbiamo avuto un sedere pazzesco! Certo non per merito di nessun essere umano ma qualcuno, a livello divino, si deve essere messo una mano sulla coscienza; la settimana prima dei CI, per tutta Italia e pure in Emilia, abbiamo assistito a fenomeni meteo da apocalisse; poi, dal venerdì alla vigilia… la calma; nella settimana dei campionati qualche pioggerella serotina, rinfrescante e abbatti polvere, il resto sole! Domenica mattina dopo la cerimonia di chiusura del sabato sera è ripreso il maltempo; probabilmente lassù c’è qualche pezzo grosso, tesserato Fiarc, (Cupido? So per certo che tira pure lui!), che ci ama. Sarebbe interessante sapere se ha la doppia tessera, così per regolarmi per i prossimi CI Fitarco. Il meteo, dunque, parrebbe il primo fatto positivo di questi ultimi CI; l’altro è stato a mio avviso l’istituzione del Primo Trofeo Cuccioli 2014 che si è svolto nel loro giorno di riposo, organizzato ad un orario più consono sarebbe stato perfetto. Quegli adorabili frugoletti rumorosi, traboccanti di energie, potevano pure non riposarsi; i genitori in gara sono stati più tranquilli sapendoli impegnati e non completamente sul gobbo di qualche animatore martire, magari “volontario”. Io sono della vecchia scuola educativa Erode-Montessori rivisitata, capisco però che: “teoricamente” sono il nostro ricambio arcieristico, i nostri “campioni” del futuro; le mie soluzioni, per come tenerli impegnati, tranquilli e in sicurezza sarebbero risultate, ai vertici Fiarc e forse pure anche a Telefono Azzurro, un pelino troppo costrittive. Più di 40 cucciolotti, novità assoluta in un CI, si sono impegnati, dai punteggi si direbbe molto impegnati, in una gara dedicata a loro e solo a loro.

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   Lancerei un’idea: visto il successo ottenuto, fare lo stesso per noi veterani; una garetta comoda comoda, in piano, verso sera, tutti con archi scuola in par condicio e con punte in gommapiuma; questo per evitare, nell’anziano, il disorientamento che prova nel dover smettere di tirare per un giorno e poi, non appena si abitua, dover ricominciare. Si eviterebbero così i problemi delle brusche fermate e conseguenti troppo veloci ripartenze dopo il giorno di riposo; le punte dolci, invece, per evitare incidenti visto l’agonismo e gli sfottò che in questo senile ambito non mancano; in pratica un: manteniamoli distratti e attivi altrimenti o grippano o sclerano per tutto il giorno bevendo birre alla tensostruttura. Quindi: garetta, un brodino con pastina, le goccine, cambio pannolone e poi tutti a nanna! Ho pure un’idea su come chiamare questa gara: “La Prima Coppa del Nonno 2015”, come premio simbolico… l’omonimo gelato. Una nota, mia personale, essendo del ramo, sulla sicurezza di questi CI: non è successo nulla o quasi, si contano pochi interventi e per fortuna solo per piccole cose; in pratica non si è verificato né il malore serio, né l’incidente grave, vi assicuro però che erano presenti ambulanze con il personale più professionalmente preparato del 118 bolognese. Come coordinatore del soccorso, attivo e presente, un arciere di vecchia data, Stefano Badiali, con il vizio ormai decennale di essere uno dei migliori rianimatori del 118 regionale. Quindi: non è servito, per fortuna, ma è stato messo in campo il meglio, per la sicurezza, a livello sanitario. Altra cosa importante a mio avviso, criticata però da qualcuno, è stata la partecipazione attiva del neo presidente Salvanti a tutte le gare; tira tecno è vero, non possiamo pretendere sia perfetto in tutto, apprezzo comunque molto che l’abbia fatto; sicuramente mi ha dato una sensazione nuova, di forte vicinanza del direttivo a noi comuni arcieri e questa è sia una novità che un segnale molto positivo.

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   Altra nota: l’assegnazione di riconoscimenti extra CI a quegli arcieri che, sia in IFAA che in Fitarco, hanno conseguito degli ottimi risultati, in Europa e nel mondo, facendo onore non solo allo sport italiano ma pure a tutta la Fiarc, dalla quale, bene o male, provengono. Una bella mossa anche aver rispolverato la vecchia Coppa delle Regioni, inserita all’interno della stessa classifica dei CI; Coppa che fu sospesa tempo fa, dopo tre edizioni consecutive, risultanti però troppo onerose, economicamente parlando, per le compagnie organizzatrici. Abbiamo avuto quindi varie squadre, designate dai rispettivi CR, composte da tre atleti, con diverse tipologie d’arco, di cui venivano sommati i punteggi conseguiti nelle quattro gare in programma. A questo punto è finita la parte “facile”, per concludere potrei mettere le classifiche, qualche considerazione sui tiri, la solita tiritera insomma: tiri tecnici ma alla portata dell’arciere medio, percorsi non da trekking estremo, belle ambientazioni e potrei fare i complimenti ai CC, ai tracciatori e poi pure a quelli del CF che hanno aggiunto qualche particolare importante nell’extra gara. Un passaggio a volo d’uccello sugli espositori che hanno contribuito con bellissimi premi aggiuntivi; mettere qualche foto di gruppo e qualche altra, se non tutte, sulle premiazioni e chiuderla lì. Facciamo un gioco diverso questa volta: come al cinema…dissolvenza e primo piano sulla foto sottostante…

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   Questi chi diavolo sono, penserà qualche distratto. Quella nella foto è la famiglia Gobbi e la foto, più in generale, rappresenta la famiglia media di riferimento, adottata da me, per Fiarc; un po’ come la casalinga di Voghera di vecchia memoria RAI. Casualmente presi, fra i tanti, vestiti in arancione non si notavano neppure tanto, visto che le famigliole tutte casa ed arco vanno di moda, vado a presentarli: bel gruppo famigliare che non ha fatto dell’arco l’unico scopo dell’esistenza e lo vive in maniera normale; sempre sorridenti e positivi, affiatati, amanti della buona tavola; gli arcieri sono: papà Andrea e la figlia Beatrice tecno compound e poi c’è Tom, la “pecora nera” della famiglia: l’ho visto tirare anche con lo storico; il raccordo con il mondo reale è la mamma Simo che per ora non tira… ebbene, questi tre colleghi, più mamma, sono venuti a Bologna con delle aspettative, a fronte di queste hanno avuto delle spese che riporto esattamente come ricevuto via mail:

   Per le spese posso anche farti un resoconto:

– 517,00 per l’albergo (tieni presente che Simo e Tom sono arrivati sabato e sono stati a Bologna solo 1 notte)

– 228,00 per cene e pranzi (compresa la cena di gala)

–  28,00 per bar

–  29,00 per gadget

–  25,00 per autostrada

Per un totale di 827,00 Euro cui aggiungere il gasolio (diciamo 500 km per circa 40 l ovvero altri 65 Euro)

E’ sufficiente? … Si, avevo dimenticato i 155,00 dell’iscrizione…insomma, ridendo e scherzando un millino è andato…

 

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   Riconsideriamo bene i conti perché alla fine la famiglia si è riunita completamente solo il sabato alle premiazioni; avrebbero quindi speso ben più del famoso “millino”… l’avrebbero superato sicuramente e sarebbero arrivati oltre la soglia dei 1500 euro. Il perché di questo conto è presto detto: la famiglia Gobbi, al pari di tutti gli arcieri intervenuti, ha una parte nella “commedia” di questi CI. Altri attori sono: la compagnia organizzatrice 08 Time, i CC, tutto il CF con le sue ramificazioni e non dimentichiamo la segreteria ( i pazienti Paola e Riccardo). Questi ultimi attori, dal CF in poi, hanno un “copione” da seguire, la loro parte comincia quasi due anni prima, con l’attribuzione dei campionati e di prova in prova, di verifica in verifica, si arriva alle ultime due settimane. In questi due ultimi week end si procede alla verifica definitiva dei percorsi da parte dei CC; da parte del CF, commissioni varie e segreteria, si sistema tutto il resto. Ebbene, stando a quanto visto, a quello che si legge sui social, al tam tam degli arcieri… parrebbe che qualcosa, non si capisce bene in che punto della catena, non abbia funzionato. Io personalmente non ho partecipato attivamente, causa recente infortunio agli europei, tutti i giorni però ero sul posto; doveroso un ringraziamento alla compagnia degli YR per avermi permesso di parcheggiare nello spazio espositori, non sarei riuscito nemmeno col pensiero ad affrontare la salita del parcheggio ufficiale.

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   Chi poi volesse approfondire il capitolo critiche rimando ai vari forum e social, personalmente ho letto e preso nota di tutto, ho cercato più a fondo per capire e ho fatto qualche ricerca; in questo sono stato aiutato da molti amici arcieri, dai vertici Fiarc e dai vertici della 08 Time. Volendo fare un processo, anche solo per una distribuzione delle responsabilità, ci vorrebbero secoli e sono sicuro che alla fine darebbe poca soddisfazione sapere di chi e in che percentuale sia la “colpa”. Nella valutazione dei numerosi e critici post occorre fare qualche distinguo: questi CI non è che non sono piaciuti alla totalità degli arcieri, nel variegato popolo Fiarc vi sono fondamentalmente, per quel che riguarda le gare, due mentalità totalmente diverse: quelli che ci vanno con qualche speranza di salire sul podio e quelli che ci vanno per mille altre ragioni che non sono solo i percorsi, la gara e la competizione. La proporzione, volendo essere molto larghi, è di uno a dieci e in questi due gruppi possiamo notare mentalità completamente diverse, come differenti sono i loro parametri di gradimento del CI in corso: ai primi di solito va sempre tutto bene… tranne la cerimonia che li vede premiati; i secondi, categoria più umana che competitiva, critica le cose che non gli sono piaciute extra gara e di solito, se non fanno parte di una sottocategoria alla quale non va mai bene nulla, sono anche abbastanza indulgenti. Quest’anno sembra che quest’ultima categoria, in pratica pure la mia, sia molto lievitata e gli aspetti che non sono piaciuti prevarichino abbondantemente la media delle solite lamentele; non ne farò l’elenco perché ho ancora poche battute per questo pezzo e onestamente sarebbe pure di cattivo gusto riportare quanto letto in giro senza poi proporre le risposte di chi viene criticato; di cattivo gusto anche perché, nonostante siano tanti gli attori di questa “commedia”, il “colpevole” dei fischi che arrivano dalla galleria e dalla platea, sembra essere solo uno: la compagnia organizzatrice. Non penso che sia una tesi sostenibile e le responsabilità dovrebbero essere spalmate ed equamente condivise fra controllori e controllati; altra tesi poco sostenibile è quella che spesso si sente in Fiarc a difesa di errori fatti: sai… erano tutti volontari… si sono fatti un mazzo tanto… quindi bisogna scusarli! Molto bello ma se non volete critiche quando vi proponete siate professionali e/o chiedete un’offerta libera!

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   A parte le facili battute questo campionato non è stato all’altezza delle aspettative di moltissimi arcieri, a nome loro e affinché questo non si verifichi più auspicherei un ricorso a dei protocolli diversi sia in fase di attribuzione che in fase di allestimento con seri controlli da superare nelle due fasi. Probabilmente dirò una cosa forte ma sono dell’idea che: o le cose si fanno bene o è meglio non farle. Quindi: basta alle fatiche dei CC nel recuperare in extremis un campionato o anche una semplice regionale e basta ai “mettiamoci una pezza” all’ultimo minuto. Vediamo di supervisionare meglio e prima che sia troppo tardi. Penso che alla fine verranno presi provvedimenti sia per il passato recente sia per il prossimo futuro, sono poi altrettanto sicuro che sia gli errori che i provvedimenti non verranno recepiti dagli interessati… come sono sicuro che Fiarc risulterà incolpevole di quanto è successo. Purtroppo non è così ci doveva essere un controllo che o non c’è stato o è stato insufficiente… non ci si può chiamare fuori dopo e giudicare come se si fosse estranei a tutto. Una bella lettera ufficiale di scuse dal Presidente agli arcieri sarebbe stata, secondo me, la giusta conclusione di questo memorabile campionato italiano.

   Un ringraziamento particolare agli amici arcieri che, in varia misura, mi hanno consentito di “capire” : M.Bertacchini, V.Brizzi, P.L.Chiaramonti, S.Mazza, A.Messieri, B.Pescini, E.Rossi, A.Salvanti, G.Swich.

 

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12 November, 2014

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Davide Grossi

ernesto


2 COMMENTS ON THIS POST To “Un Campionato Italiano da ricordare…”

  1. osvaldo micheletti says:

    bello scritto,…..un filino di sarcasmo ci voleva, resta solo da capire se chi deve intendere…intenda, ma ho qualche perplessità in merito,in pratica le stesse che hai tu. faccio anche io parte di quelli della minestrina e via a letto,il pannolone, al momento, non fà ancora parte del mio abbigliamento, ma mai dire mai…..ai C.I. sia outdoor che indoor ho avuto modo di ascoltare, e di discutere, su frasi del tipo” l’anno venturo mi iscrivo pure io nei senior,non vale la pena di restare in questa categoria” da un congruo numero di “blasonate persone” che al momento si iscrivono, a dispetto della loro età nei “cacciatori” snobbando il loro naturale posizionamento nei “senior” solo perchè così hanno un flebile barlume di visibilità, peraltro cancellato pure quello da pessime prestazioni, e quindi relegati anche lì, nel più completo anonimato, lo stesso identico anonimato riservato a qualche categoria,poco importa che cosa combini, se arrivi ai vertici, o al fondo delle classifiche, sei un perfetto nessuno. hai considerazione zero, la stessa che ti è riservata per ciò che concerne la qualificazione nelle gare regionali per entrare in ranking list, ma scusa, che senso ha, perchè mi fai gareggiare in una categoria che non mi appartiene durante l’anno e poi,ai C.I. mi metti in una categoria che durante l’anno non è prevista????perchè devo occupare un posto in ranking che poi alla fine non mi appartiene??? perchè devo giocoforza privare un “cacciatore” del suo piazzamento, quando sò per certo che poi ci sarà una distinzione,per le classi di appartenenza??lo stesso dicasì, per quelli che come me fanno parte di quella categoria “senior” , sportivi e lo ribadisco, sportivi amanti di questo sport, che nonostante l’età si mettono ancora in gioco, che non competono più con il resto del mondo, ma solo con una parte di esso, fieri della loro età e del loro modo di essere e di esistere,che non creano nessun problema a nessuno, che non si “trascinano” sui campi di gara, non hanno bisogno dell’ossigeno dei paramedici,ogni paio di piazzole, sono quelle stesse persone che magari nella vita civile, nonostante l’età,ricoprono ruoli di primaria importanza,in caso qualcuno abbia bisogno di specifiche necessità,ma questo argomento non rientra nel contesto e lo chiudo qui subito.sarò ben felice, e lo saranno pure quel ristretto gruppo di persone che rientrano nei parametri dell’età, a partecipare alla “coppa del nonno” anche se non ho il merito, non sono nè padre nè nonno, solo, soltanto, e per qualcuno, zio,e per molti altri un amico…ciao amico mio.

    • Davide Grossi ernesto says:

      … ciao Osvaldo, quella sopra è solo la prima parte delle tre che saranno pubblicate su TaT… per il resto del tuo discorso ti risponderò quando arriverò a casa e dopo averlo riletto, ciao e buone frecce.
      Dave

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